Aerobiologia

Il polline è materia d’interesse anche perché rappresenta una delle principali fonti di allergeni “outdoor” e le condizioni meteorologiche influenzano fortemente la presenza di queste particelle nell’aria. La concentrazione pollinica nell’atmosfera varia, infatti, in funzione del clima, della geografia e del tipo di vegetazione.

Negli ultimi trenta anni, gli studi aerobiologici e allergologici si sono abbondantemente diffusi grazie all’aumento delle reti di monitoraggio a livello nazionale, ad un maggior numero di stazioni di osservazione del polline e alle figure professionali coinvolte nell’ identificazione di pollini. Questo fenomeno è legato essenzialmente all’esigenza degli allergologi e dei pazienti allergici di prevedere quei periodi in cui l’esposizione a pollini allergenici risulta essere rischiosa. 

Ad oggi vi è pertanto la necessità di migliorare gli strumenti per monitorare la concentrazione pollinica in atmosfera e il grado di allergenicità dei pollini stessi. Per tale scopo, in collaborazione con il CNR di Bologna e con il laboratorio della Prof.ssa Delia Fernández-González dell’Università di Léon, Spagna, il gruppo di ricerca investiga i trend della concentrazione dei pollini aerodispersi in diverse città per comprendere se, e in quale modo, i fattori ambientali influenzino l’aerodispersione del polline nonché il potenziale allergenico del particolato biologico aerodisperso. Gli studi aerobiologici sono implementati da analisi palinologiche di muschi e sedimenti di bacini acquatici, nonché da censimenti ed analisi in campo delle aree verde d’esame per il calcolo teorico dell’indice di allergenicità.

Lo studio del polline come fonte di allergeni, viene approfondito con attività in vitro di purificazione e caratterizzazione di allergeni pollinici. Oggetto di studio è anche l’interazione tra polline ed inquinanti e come questi ultimi influenzino l’allergenicità di proteine di origine pollinica.

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